La delegazione europea valuta il sistema italiano sulle emergenze non epidemiche

FVO (Food Veterinary Office) della Commissione europea dal 18 al 21 giugno 2018 ha svolto una visita conoscitiva di studio in Italia (Fact Finding Mission), finalizzata ad acquisire informazioni sul grado della preparazione dei servizi veterinari italiani ad affrontare le emergenze non epidemiche.

In precedenza i Commissari europei hanno visitato la Francia.

La delegazione FVO ha raccolto informazioni sulle attività di coordinamento delle azioni e sulla collaborazione fra i diversi soggetti istituzionali, sulla formazione del personale veterinario, il grado di interazione con altri attori quali gli stakeholder, le squadre di soccorso degli animali, le organizzazioni non governative, la previsione di deroghe per aspetti di sanità e benessere animale e in materia di movimentazione animale, le lezioni apprese da esperienze pregresse e le sfide che hanno rappresentato.

Tre i casi presi in analisi quelli dell’organizzazione del Dipartimento della Protezione Civile, il piano Vesuvio e l’area flegrea, l’esperienza del sisma in Emilia-Romagna e le attività di IUVENE. 

Dal materiale raccolto sarà prodotto un report per tutti gli Stati Membri dell’UE e entro la fine dell’anno sarà organizzato un evento di presentazione, presso la sede irlandese dell’UE. La Regione Campania, presente con l’UOD Prevenzione e sanità pubblica veterinaria Regione Campania e il CeRVEnE.

Nel corso dei quattro giorni di visita, i commissari europei hanno potuto visitare il Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consilgio a Roma e le operazioni della Situation Room. Quindi la delegazione si è trasferita a Teramo presso l’IZSAM, dove sono state tenuti incontri presso il centro di formazione veterinaria “Gramenzi” e presso IUVENE,  il centro di riferimento nazionale per le emergenze non epidemiche.

Dopo una discussione plenaria sull’esperienza dei terremoti dell’Italia centrale, la delegazione si è trasferita a Cascia per verificare le attività di emergenza messe in atto a garantire la sicurezza degli animali, attraverso la realizzazione dei tunnel che assicurano la continuità delle attività zootecniche.

L’ultimo giorno con ritorno a Roma è stato dedicato alle relazioni conclusive sulla visita. Dopo una prima analisi, diversi sono stati gli aspetti ritenuti positivi nell’organizzazione veterinaria in emergenze non epidemiche. Interessanti sono stati ritenuti il rapporto tra le autorità competenti e gli altri enti coinvolti nell’emergenza (associazioni animaliste), la base giuridica italiana sulla materia, ma anche la catena di comando e il ruolo del referente sanitario regionale, per un collegamento efficace tra la presidenza della giunta regionale e il Dipartimento della Protezione civile 

Interessante anche il coordinamento per funzioni e i centri decisionali vicini al cittadino (Sindaco, quale autorità della Protezione civile). Il modello sperimentato del terremoto in Italia centrale, (Cti, Coordinamento tecnico interregionale) è stato valutato dalla delegazione europea un esempio da portare in Europa, come pure il Piano Vesuvio e l’attenzione ai pets e agli animali da reddito.

Aspetti importanti, infine, stati considerati le attività sulla formazione e le esercitazioni che si fanno costantemente sul campo, grazie anche all’utilizzo dei sistemi informativi per le attività di previsione e gestione delle emergenze.

  

 

  • 26 Giugno 2018